10 cose da vedere a Palermo

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Palermo è da sempre una città multietnica: nel corso dei secoli, è stata infatti abitata da fenici, bizantini, ebrei, arabi, normanni, svevi, angioini, spagnoli, genovesi: popoli e culture che hanno reso questa terra un luogo di magnificenza.

Vi proponiamo 10 cose che assolutamente non dovete perdervi a Palermo per intraprendere un viaggio straordinario attraverso secoli di storia e di cultura.

1

La Cattedrale

La Cattedrale di Palermo dedicata a Maria Vergine dell’Assunta, fu inizialmente edificata come chiesa cristiana, poi trasformata in moschea dai saraceni e infine riconvertita al culto cristiano dai Normanni nel 1100.

Proprio questa mescolanza di diversi stili architettonici, ha fatto sì che diventasse il simbolo della storia della Sicilia e delle sue dominazioni.

La facciata, affiancata da due torrette, presenta un ampio portico quattrocentesco in stile gotico catalano, la cupola è tardo barocca mentre la parte più antica è rappresentata dall’abside con splendide decorazioni arabo normanne.

L’interno è in stile neoclassico e custodisce le spoglie dei reali di Sicilia, tra cui Federico II e Ruggero II, e quelle di Santa Rosalia, patrona cittadina.

Da non perdere anche una visita alle Stanze del Tesoro, dove potrete ammirare la tiara d’oro della Regina Costanza d’Aragona, insieme ad altri oggetti preziosi rinvenuti nei sepolcri reali.

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2

Il Teatro Massimo

Il Teatro Massimo di Palermo, intitolato a Vittorio Emanuele II, è il maggiore edificio lirico in Italia.

L’esterno del teatro è concepito come un tempio della musica e della lirica: una scalinata monumentale introduce ad un pronao con sei grandi colonne corinzie e sopra il frontone, tipico dell’architettura classica greco-romana. Ai lati della scalinata, due leoni in bronzo cavalcati dalle allegorie della Tragedia e della Lirica rendono ancora più solenne l’ingresso.

Nel Teatro Massimo si tengono opere, balletti e concerti ma è bello da visitare anche quando il palcoscenico è vuoto.

A rendere l’itinerario ancor più intrigante è sicuramente la curiosità secondo cui un fantasma infesterebbe la struttura. Si racconta infatti che una suora, la prima Madre Superiora del convento, detta “la monachella” per la bassa statura, si sposti ancora tra sale del teatro e qualcuno ne avrebbe addirittura visto l’ombra.

Meglio crederci, altrimenti, come si narra, chi non crede alla leggenda inciampa in un particolare gradino interno del teatro, detto appunto “gradino della suora”.

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3

Il Palazzo dei Normanni

Il Palazzo Reale o dei Normanni è la più antica dimora reale d’Europa, oggi sede dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Il Palazzo sorge sui resti dei primi insediamenti punici di Palermo, di cui rimangono tracce visibili nei sotterranei. Il primo nucleo del Palazzo risale alla dominazione araba nel IX secolo.

I Normanni in seguito trasformarono il Castello nel centro nevralgico della loro monarchia e realizzarono quattro torri collegate tra loro da portici e giardini.

All’interno del Palazzo dei Normanni si trova la Cappella Palatina, vero e proprio gioiello di arte bizantina. Si tratta di una piccola basilica a tre navate che venne costruita per volere di Re Ruggero II come chiesa della famiglia reale. La cupola, il transetto e le absidi sono decorati con splendidi mosaici bizantini, tra i più importanti della Sicilia, che rappresentano il Cristo Pantocratore benedicente, gli evangelisti e diverse scene bibliche.

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4

I Quattro Canti

I cosiddetti Quattro Canti, situati in piazza Vigliena, si trovano all’incrocio tra via Maqueda e via Vittorio Emanuele, le due arterie più importanti della città che la dividono in quattro parti, dette “Mandamenti” e costituiscono il centro della Palermo barocca.

Ognuno di essi prende il nome dall’edificio civile più importante della zona: Capo o Monte di Pietà, Albergheria o Palazzo Reale, Kalsa o Tribunali e Loggia o Castellammare.

Su ogni facciata ci sono quattro elementi principali: una fontana che rappresenta uno dei fiumi che attraversavano anticamente la città; un’allegoria che rappresenta una delle stagioni; la statua di uno dei re spagnoli e, in cima, la statua di una delle sante protettrici di Palermo, ciascuna posta a protezione di un mandamento.

I Quattro Canti sono conosciuti anche come Teatro del Sole, in quanto l’esposizione dei palazzi fa sì che almeno una facciata sia sempre illuminata dal sole, durante tutto l’anno. Un altro nome con il quale i palermitani chiamano questa piazza dalla forma ottagonale è Teatro della Città, in quanto è il luogo che nei secoli passati ospitava gli avvenimenti più importanti, dalle feste alle esecuzioni capitali.

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5

La Fontana Pretoria

Nota anche come Fontana delle Vergogne a causa delle nudità delle figure esposte, la Fontana Pretoria fu realizzata nel 1554 dallo scultore toscano Francesco Camilliani per ornare una villa fiorentina, e poi acquistata dal Senato palermitano e ricomposta in maniera diversa rispetto al disegno originario.

La fontana ha un impianto ellittico con vasche concentriche, disposte su tre livelli; scale e statue si alternano secondo uno schema classico e simmetrico.

Al centro un puttino, il Genio di Palermo, versa acqua, mentre intorno le altre statue rappresentano figure mitologiche: Venere, Adone, Ercole, Bacco, Apollo, Diana e Pomona insieme all’incarnazione allegorica dei 4 fiumi di Palermo ovvero l’Oreto, il Papireto, il Gabriele e il Maredolce.

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6

La Chiesa della Martorana

La Chiesa della Martorana è considerata tra le più belle chiese bizantine d’Italia.
L’edificio, conserva ancora l’originale stile arabo-normanno, con una struttura quadrata sormontata da una cupola emisferica ed il campanile aperto da arcate e tre ordini di grandi bifore.

L’ampio interno è a tre navate con coro retto da colonne provenienti da precedenti edifici normanni e rivestito da affreschi e mosaici bizantini di notevole interesse, con al centro l’immagine del Cristo Pantocratore circondato da arcangeli, apostoli, santi e profeti.

Secondo la tradizione, la frutta di Martorana ha avuto origine proprio nel monastero della Martorana, perché le monache per sostituire i frutti raccolti dal loro giardino ne crearono di nuovi con farina di mandorle e zucchero, per abbellire il monastero per la visita del papa dell’epoca.

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7

Il Castello della Zisa

Costruito nel XII secolo, il Castello della Zisa è uno splendido esempio di arte arabo-normanna. Il nome Zisa deriva probabilmente da al-Azîz, che in arabo significa glorioso, magnifico.

Oggi la Zisa ospita il Museo d’arte islamica, che raccoglie opere provenienti dalla Sicilia e dall’area mediterranea prodotte tra il IX e il XII secolo.

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Il mercato di Ballarò

Ballarò è uno dei mercati storici di Palermo, la cui atmosfera caratteristica lo ha reso una tappa obbligatoria per chi vuole conoscere l’anima più autentica della città.

Il nome del mercato deriva probabilmente dal nome di un villaggio di Monreale, Bahlara, da dove provenivano i primi mercanti arabi o, secondo un’altra versione, da Ap-Vallaraja, titolo dei sovrani della regione indiana del Sind, poiché vi si vendevano le spezie provenienti dal Deccan.

E proprio i profumi, i colori e i suoni insieme alla varietà di frutta, verdure e ortaggi, ma anche il famoso cibo di strada, riempiono ancora oggi l’antico mercato alimentare di Palermo.

Il mercato di Ballarò si caratterizza anche per le famose “abbanniate”, ossia le urla dei mercanti che cercano di attrarre l’attenzione per vendere la propria merce.

La notte Ballarò diventa punto di incontro per la movida palermitana. Le cassette di frutta diventano sgabelli, i vicoli diventano strade dove sostare, bere qualcosa e passare una serata in compagnia.

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Non ti resta altro che iniziare questo fantastico itinerario alla scoperta di Palermo!