Riconosciuta in tutto il mondo per le sue bellezze storiche e artistiche, la città di Ravenna conserva, all’interno dei suoi splendidi edifici religiosi di epoca paleocristiana e bizantina, il più ricco patrimonio di mosaici risalenti al V e VI secolo d.C.
Scopriamo 5 di questi luoghi, dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
1
Basilica di San Vitale
La Basilica di San Vitale è uno dei monumenti più importanti dell’arte paleocristiana in Italia, soprattutto per la bellezza dei suoi mosaici.
L’influenza orientale, sempre presente nell’architettura ravennate, assume qui un ruolo dominante sia da un punto di vista architettonico, in quanto fonde elementi della tradizione orientale e occidentale, sia della decorazione musiva che esprime in modo chiaro l’ideologia e la religiosità dell’epoca giustinianea.
All’originaria basilica a tre navate si sostituisce un nucleo centrale a pianta ottagonale, sormontato da una cupola e poggiante su otto pilastri e archi.
Entrando nella basilica, si rimane affascinati dagli alti spazi, dalle stupende decorazioni musive dell’abside, dagli ampi volumi e dagli affreschi barocchi della cupola.
2
Mausoleo di Galla Placidia
Questo piccolo mausoleo a croce latina fu fatto costruire da Galla Placidia, sorella dell’imperatore Onorio, intorno al 425-450.
Esternamente è molto semplice e modesto, in contrasto con la ricchezza della decorazione musiva interna, resa ancora più splendente dalla luce dorata che filtra attraverso le finestre di alabastro.
La parte inferiore delle pareti è rivestita da marmi mentre la zona superiore è interamente decorata da mosaici che ricoprono pareti, archi, lunette e cupola. Il tema iconografico dominante è quello della vittoria della vita eterna sulla morte.
La volta della cupola raffigura un cielo notturno, punteggiato da centinaia di stelle d’oro.
3
Basilica di Sant'Apollinare Nuovo
La Basilica di Sant’Apollinare Nuovo fu fatta costruire da Teoderico (493-526).
Originariamente adibita al culto ariano, dopo la riconquista bizantina e la consacrazione al culto ortodosso (metà del VI secolo) fu intitolata a San Martino.
Nel IX secolo vi furono collocate le reliquie di Sant’Apollinare e in quell’occasione ricevette la sua intitolazione a Sant’Apollinare, detta “Nuovo” per distinguerla dalla Basilica di Classe.
La Basilica è preceduta da un portico di marmo risalente al XVI secolo. Il campanile cilindrico, caratteristico delle costruzioni ravennati, risale invece al IX o X secolo.
All’interno è possibile ammirare meravigliose decorazioni musive, attraverso le quali è possibile seguire l’evoluzione del mosaico parietale bizantino dall’età teodoriciana a quella giustinianea.
Le 26 scene, risalenti al periodo di Teoderico, rappresentano il più grande ciclo monumentale del Nuovo Testamento e, fra quelli realizzati a mosaico, il più antico giunto sino a noi
4
Battistero Neoniano
Il Battistero Neoniano è uno dei più antichi monumenti di Ravenna. Edificato attorno agli inizi del V secolo, fu oggetto di importanti lavori di restauro per volontà del vescovo Neone (450 – 475), che portarono al rifacimento della cupola ma soprattutto alla realizzazione della decorazione interna che oggi possiamo ammirare.
Il battistero, di forma ottagonale e in muratura, presenta lati alternativamente rettilinei e absidati, traforati in alto da una finestra con arco a tutto sesto e porte interrate.
L’interno, articolato in due ordini di arcate sovrapposte, presenta una ricca decorazione tripartita: marmi nella parte inferiore, stucchi nell’area mediana e mosaici in quella superiore di evidente influenza ellenistico-romana. Al centro della cupola un grande medaglione racchiude la scena del battesimo di Cristo, raffigurato immerso sino alla vita nelle acque trasparenti del fiume Giordano che a oggi costituisce la più antica testimonianza di una scena del battesimo di Cristo eseguita a mosaico in un edificio monumentale.
5
Cappella Arcivescovile o di Sant’Andrea
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