Cosa vedere a Napoli

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Napoli è una città con un enorme patrimonio storico e artistico, costituito da un gran numero di musei, palazzi, monumenti, chiese e piazze. Ma Napoli non è solo questo, è infatti famosa in tutto il mondo anche per la pizza, specialità culinaria entrata a far parte dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Ecco un itinerario per scoprire questa splendida città.

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Piazza del Plebiscito e Palazzo Reale

Il Teatro San Carlo è il teatro lirico di Napoli, il più antico teatro d’opera in Europa nonché uno dei più famosi e prestigiosi al mondo

Il Teatro è sato costruito nel 1737 per volontà del Re Carlo III di Borbone, per dare alla città un teatro che rappresentasse il potere regio.  

Il Teatro San Carlo, con una capienza di oltre tremila spettatoripossiede un’ampia platea, cinque ordini di palchi disposti a ferro di cavallo, un ampio palco reale, un loggione ed un palcoscenico.  

Il Teatro è collegato direttamente al Palazzo Reale tramite una porta, utilizzata ai tempi del regno solo dal Re, per accedere direttamente dalla Reggia.

Al suo interno è presente anche un Museo, il MEMUS, in cui sono esposte opere d’arte che narrano la storia del San Carlo, dalla sua fondazione ai giorni nostri.  

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Teatro San Carlo

Il Teatro San Carlo è il teatro lirico di Napoli, il più antico teatro d’opera in Europa nonché uno dei più famosi e prestigiosi al mondo.

Il Teatro sorge accanto a Piazza del Plebiscito, simbolo della città di Napoli, con una data di nascita che anticipa di 41 anni la Scala di Milano e di 55 la Fenice di Venezia.

Infatti è stato costruito nel 1737 per volontà del Re Carlo III di Borbone, fortemente intenzionato a dare alla città un nuovo teatro che rappresentasse il potere regio.

Può ospitare più di tremila spettatori e conta un’ampia platea, cinque ordini di ‪palchi‬ disposti a ferro di cavallo più un ampio palco reale, un ‪loggione‬ ed un ‪palcoscenico‬.

Date le sue dimensioni, struttura e antichità è stato modello per i successivi teatri d’Europa.‬‬‬‬‬‬‬‬‬

Il Teatro è collegato direttamente al Palazzo Reale tramite una porta, utilizzata ai tempi del regno solo dal Re, in modo da permettere l’accesso diretto dalla reggia.

Al suo interno è presente anche un Museo, il MEMUS, in cui sono esposte opere d’arte che narrano la storia del San Carlo, dalla sua fondazione ai giorni nostri.

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Il Maschio Angioino

Il Maschio Angioino è un’imponente struttura risalente al XIII secolo, che per la sua posizione strategica a difesa della città, ebbe non solo il ruolo di residenza reale, ma anche quello di fortezza. 

Per differenziarlo dai più antichi castelli dell’Ovo e Capuano, fu battezzato “Castrum Novum. La denominazione Maschio Angioino deriva dal fatto che nel Medioevo il Maschio o Mastio era la torre principale di un castello, dove trovava rifugio il castellano con la sua famiglia durante gli assedi. Quindi “Maschio” sta ad indicare il ruolo di fortezza che questo castello ha svolto per secoli a Napoli. Angioino, invece, deriva da Carlo I d’Angiò.

Durante il regno di Roberto d’Angiò, il castello diventò un importante centro di cultura frequentato da artisti e letterati, come Giotto, Petrarca e Boccaccio.  

L’imponente Arco di Trionfo fu fatto erigere dagli Aragonesi come omaggio al loro grandioso ingresso in città.

All’interno del Castello, meritano una visita la Cappella Palatina, dove vengono conservate le decorazioni e gli affreschi originarie della costruzione, insieme ad alcune opere importanti realizzate successivamente, come l’interno dipinto da Giotto; la Sala dei Baroni, che originariamente era la sala del trono, e la Sala dell’armeria.

Oggi il Maschio Angioino ospita eventi culturali ed è la sede del Museo Civico.  

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Il Maschio Angioino

La Cappella San Severo con il famoso Cristo Velato rappresenta uno dei monumenti più affascinanti che si possano vedere a Napoli.

Fin dalla costruzione, la leggenda ha accompagnato la Cappella. Si narra che nel 1590, un uomo innocente che stava per essere trascinato in carcere, passando vicino al palazzo dei di Sangro nella vicina Piazza San Domenico Maggiore vide crollare una parte del muro e apparire un’immagine della Madonna. L’uomo allora chiese la grazia alla Madonna e in cambio della scarcerazione promise di offrirle una lampada d’argento e un’iscrizione. L’uomo venne riconosciuto innocente e da allora la Madonna divenne meta di pellegrinaggio. Poco dopo fu Giovan Francesco di Sangro, gravemente ammalato, a essere guarito da ringraziando la Madonna con una piccola cappella votiva. Fu però il figlio di Giovan Francesco, Alessandro di Sangro patriarca di Alessandria, a dare vita ad un vero e proprio tempio che doveva anche servire da cappella funeraria per gli antenati e i futuri discendenti della famiglia.  

Nel ‘700, il Principe alchimista Raimondo la riorganizzò così come la vediamo oggi.

Al centro della Cappella, il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino cattura subito l’attenzione del visitatore per la particolarità del velo di marmo che ricopre il corpo del Cristo morto, che, per le sue linee morbide, sembra fatto di tessuto.

Secondo una leggenda il velo di marmo sul corpo del Cristo era in realtà un velo in tessuto, trasformato in roccia grazie ad uno speciale liquido inventato dal Principe di Sansevero, noto alchimista.  

La Cappella merita una visita non solo per il Cristo ma anche per le altre opere presenti in questo piccolo gioiello nascosto tra i vicoli di Napoli, quali le statue “Pudicizia velata” e “Disinganno”, le tombe del Principe Raimondo di Sangro e Cecco di Sangro e gli affreschi della volta.  

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Spaccanapoli

Se volete immergervi nel vero spirito napoletano e nell’atmosfera suggestiva di questa città, non potete perdervi una passeggiata tra le vie del centro storico e in particolare nella famosa Spaccanapoli, uno dei luoghi più caratteristici di Napoli.

Spaccanapoli è quella strada che divide Napoli in due parti ed era uno dei tre decumani in cui i romani avevano diviso la città; osservando il centro storico da San Martino al Vomero si può vedere l’evidenza di tale spaccatura.

A renderla una delle strade più celebri di Napoli non sono solo i numerosi edifici storici, i palazzi e le chiese che sorgono lungo il percorso, ma anche tanti negozi di artigianato, botteghe, bancarelle e locali che con i loro colori, odori e sapori, ne fanno il vero cuore di Napoli. 

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