Il Castello (o Palazzo) della Zisa è uno dei monumenti più rappresentativi del periodo arabo-normanno a Palermo e sorge nell’omonimo quartiere del capoluogo siciliano.
La storia
La dimora, il cui nome deriva dall’arabo al-Aziz, che significa glorioso, magnifico, fu realizzata nel XII secolo fuori le mura di Palermo, immersa nel verde del grande parco reale di caccia ed aveva la funzione di residenza estiva dei re normanni.
Il Castello della Zisa si presenta con una forma rettangolare che si sviluppa su tre piani, e all’esterno è diviso a metà da un canale.
Le sale al piano terra erano destinate alle manifestazioni di corte, come feste, cerimonie e balli, mentre le stanze del primo e del secondo piano erano appartamenti residenziali.
Del complesso facevano parte anche un edificio termale ed una cappella.
Dal 1955, dopo una serie di lavori di restauro, il castello è stato restituito in tutto il suo splendore alla città.
Da qualche anno è stato arricchito con uno splendido giardino con fontane.
… e la leggenda
Il castello è famoso anche per la leggenda dei Diavoli della Zisa, secondo cui quando a Palermo soffia un vento molto intenso, ciò è dovuto all’uscita di alcuni diavoletti dal palazzo che porterebbero con sé l’aria fresca “conservata” dentro il palazzo.
Secondo la tradizione popolare, tutto avrebbe origine da un affresco, situato nella Sala della Fontana, che raffigura una serie di personaggi mitologici, con al centro Giove e intorno Nettuno con il suo tridente, Plutone, Giunone, Mercurio, Vulcano, Venere, Marte ed altri, detti diavoli, considerati i custodi di un tesoro nascosto dentro il castello.
Per svolgere il loro importante compito, questi diavoli spesso si mescolerebbero tra loro per impedire di essere contati (e di conseguenza di rompere l’incantesimo che protegge il tesoro).
Ciò avverrebbe in particolare il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, quando fissandoli a lungo si avrebbe l’impressione che comincino a muoversi e a confondere lo spettatore.
Informazioni utili
Oggi la Zisa ospita il Museo d’arte islamica, che raccoglie opere provenienti dalla Sicilia e dall’area mediterranea prodotte tra il IX e il XII secolo.





